Materassi antidecubito statici: quando sceglierli? Descrizione, caratteristiche, consigli utili

I materassi antidecubito sono dispositivi medici appartenenti alla Classe I. Il loro utilizzo è indispensabile quando si voglia dare vita ad una strategia volta ad evitare la possibilità che si generino le cosiddette lesioni da pressione. L’efficacia di questi oggetti si esprime sia nel caso si voglia fare della prevenzione, sia nel momento in cui si abbia la necessità di effettuare un trattamento nei riguardi di afflizioni già esistenti. L’immobilità forzata, che può coinvolgere una persona per un periodo di tempo prolungato, può essere causata dall’obbligo di trascorrere una lunga degenza a seguito di un delicato intervento chirurgico oppure per colpa di un incidente. Anche l’emersione di una grave patologia o determinate condizioni di invalidità che colpiscono le persone più anziane, si considerano situazioni a rischio, in grado il più delle volte di condurre ad una staticità prolungata.

Le parti del corpo disteso sono esposte agli effetti della gravità, in quanto su di loro a lungo andare la pressione è in grado di pregiudicare una corretta irrorazione sanguigna. Questo indebolimento crea le condizioni per la formazione di edemi cutanei. Che potrebbero aggravarsi ed estendersi fino agli strati corrispondente ai muscoli e alle ossa, qualora non si adottino dei rimedi incisivi in tempi utili. I supporti antidecubito sono concepiti apposta per scongiurare queste eventualità. E si ritengono ugualmente adatti nel caso in cui il problema si sia già presentato, al fine di non aggravare l’entità delle lesioni ed avere la possibilità di curarle. I materassi antidecubito per essere considerati dei presidi medici a tutti gli effetti, ovviamente devono possedere una certificazione che ne attesti l’idoneità, secondo quanto previsto dal Dl n.46 del 24 febbraio 1997.

I materassi antidecubito statici

Tra i presidi presenti in commercio vi sono dei modelli definiti statici, che si differenziano da quelli dinamici perché non agiscono tramite l’attività di un compressore. La loro azione terapeutica si svolge quindi normalmente, senza intervenire sulla pressione del materasso, ma sfruttando semplicemente una serie di peculiarità possedute da parte di determinati materiali. Difatti già di per sé diversi elementi sono idonei a svolgere un’azione lenitiva, dissipando la pressione e sostenendo il corpo correttamente da un punto di vista ortopedico. Oltre a ciò, possono ridurre in modo significativo gli effetti negativi dello sfregamento sulle loro superfici. Dispositivi del genere, nella maggior parte dei casi, si utilizzano in contesti di prevenzione oppure nel trattamento di ferite da pressione non particolarmente gravi.

Tra i materiali con cui si fabbricano i materassi in questione, si annovera il poliuretano espanso e le sue varianti più evolute, come il Memory Foam. La qualità principale di questo composto è la resistenza alle forze di compressione, sopratutto in periodi di tempo prolungati. A tal punto che si deve ritenere esclusa la possibilità che si possano deformare e perdere le caratteristiche terapeutiche. Presenta inoltre una notevole elasticità, idonea ad evitare che gli sfregamenti sulle sue superfici possano risultare sfavorevoli. La sostanza ostenta anche delle proprietà non indifferenti sotto il profilo della traspirazione. Di solito risulta scomponibile in tre parti, onde consentire di essere posizionato su quel genere di letti che possono assumere diverse posizioni. Le sezioni coincidono con le parti sensibili del corpo: la testa, il busto e i talloni. I modelli in Memory invece posseggono le qualità di cui sopra, ma con un grado di incisività maggiore.

Le altre tipologie di dispositivi statici

I materassi appartenenti a questa categoria possono essere fatti anche in fibra cava siliconata. Che si distingue per avere uno spessore non eccessivo ed una superficie apparentemente omogenea. Al suo interno le componenti risultano elastiche e morbide, in quanto lo strato di silicone con cui sono rivestite facilita lo scorrimento fra di esse e permette di scomporre le pressioni di appoggio. Il materiale riesce dunque ad assorbire il peso in modo uniforme e ad offrire un’areazione ottimale su tutto il sistema. Un aspetto fondamentale quest’ultimo, poiché si deve evitare che rimangano delle tracce di umidità in alcuni punti del dispositivo o sul corpo del paziente, in quanto possono agevolare la nascita delle ferite.

I materassi ad acqua o a gel si definiscono una via di mezzo tra i supporti statici e dinamici. La quantità di liquido presente al loro interno determina il grado di rigidità e si può decidere a seconda delle esigenze: più vengono riempiti maggiore è la loro densità. Di solito hanno un rivestimento in pvc e al loro interno, a seconda del modello, può essere inserita dell’acqua o del gel. Entrambi i generi di materassi si fondano sulle proprietà intrinseche dei liquidi, che si esprimono in una rapida risposta alle sollecitazioni del corpo e alla facoltà di favorire la circolazione sanguigna sulle parti critiche. Le loro disposizioni tuttavia in alcuni casi potrebbero suscitare delle problematiche ai pazienti più sensibili, come la nausea e il mal di testa. Quindi la loro scelta deve essere operata considerando queste eventualità.

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