Materassi antidecubito a portanza bassa, media o alta: quali sono le differenze?

La lesioni da decubito possono emergere con facilità in coloro che, per diversi motivi, debbano trascorre prolungati lassi di tempo in immobilità. Quando insorgono problematiche del genere si rivelano di difficile gestione, in quanto vengono provocate dalla poca irrorazione sanguigna sulle parti esposte alla pressione del corpo disteso. Oltretutto, qualora non venga posto in essere un intervento rapido, le piaghe potrebbero allargarsi ed insinuarsi perfino negli strati sottocutanei, colpendo i muscoli e le ossa. Per questi motivi, nell’ipotesi in cui una persona si trovi senza la possibilità di deambulare normalmente, per un certo periodo o in maniera permanente, risulta indispensabile dotarla di un supporto antidecubito. La cui funzione primaria è quella di preservarlo dalla possibilità che si generino afflizioni di questo tipo.

Prima di provvedere all’acquisto di un materasso antidecubito è opportuno valutare, preferibilmente di concerto con uno specialista, quale tipologia vada ad incontrare nella maniera più efficace le esigenze del paziente. Per fare questa analisi si devono prendere in esame diversi parametri. Primariamente è indispensabile comprendere le cause che hanno condotto la persona all’immobilità ed eseguire una proiezione, in grado di delineare indicativamente la durata della costrizione. In secondo luogo si devono valutare le caratteristiche fisiche del degente, in particolar modo il peso e l’altezza. Mentre per definire il grado di esposizione alla probabilità che si formino le lesioni da decubito, è anche necessario considerare quali siano le condizioni psichiche dell’interessato, ossia il grado di percezione del disagio, a livello sensoriale e di coscienza. Se la staticità si esprimesse senza alcun tipo di resistenza da parte del paziente, ovviamente le possibilità che si verificassero queste afflizioni sarebbero più elevate.

La portanza dei materassi antidecubito

In commercio esistono diverse tipologie di materassi antidecubito, adatte ad intervenire in qualsiasi genere di situazione. Ognuna di esse fornisce una serie di parametri relativi alla consistenza del supporto. Tra questi valori la portanza si ritiene quella di maggior rilievo, perché va a definire la misura della resistenza di un supporto nei riguardi di una pressione esercitata su di esso. In modo sintetico è possibile affermare che maggiore è la portanza più il materasso risulta rigido. Mentre nei casi in cui si prenda in esame un oggetto meno duro, la portanza sarà conseguentemente minore, rientrabile all’interno delle categorie medie oppure basse. Queste misure si ritengono fondamentali, poiché consentono di comprendere fino a che punto un genere di materasso possa esprimere appieno il suo potenziale, oltre a permettere di rilevare i limiti entro cui possa essere utilizzato.

Nello specifico i materassi antidecubito ad alta portanza sono i più rigidi e riescono a sostenere il peso oltre 120kg. Si rivolgono principalmente a chi è affetto da lesioni gravi ed è esposto in maniera elevata alla formazione di piaghe da immobilità. Quelli a media portanza invece non sostengono i pesi che vanno oltre gli 80kg. Questi si dedicano ad intervenire nei casi in cui il paziente abbia un rischio di lesioni da decubito non così elevato. Infine i dispositivi a portanza bassa risultano come i più soffici e si considerano idonei a sostenere dei pesi intorno ai 65kg, per degenti che hanno un rischio di piaghe minimo. Sebbene esistano dei modelli non perfettamente coincidenti con determinati requisiti fisici del paziente, è comunque buona norma scegliere un modello più rigido quando le sue condizioni di salute sono gravi.

Le superfici dei materassi antidecubito

Le superfici dei materassi possono dividersi in due grandi categorie: statiche o dinamiche. I dispositivi in commercio possono appartenere all’una o all’altra categoria. Queste condizioni apparentemente sembrerebbero idonee ad influire sulla portanza, ma non è così. E’ utile ricordare che i prodotti con superfici statiche sono dei veri e propri materassi, realizzati il più delle volte con schiume poliuretaniche o persino con un materiale raffinato come il Memory Foam. All’interno di essi sono presenti degli strati, di diversa consistenza, tra i quali si riesce a garantire un’areazione inconsueta, indispensabile per mantenere la traspirazione del supporto. A contatto del corpo si presentano disomogenei, costituiti da frequenti interruzioni nello strato superficiale, al fine di favorire la circolazione sanguigna sulle parti del corpo critiche. Mentre nei supporti a superfici dinamiche si produce un’attività, attraverso la quale si varia la pressione all’interno del materasso a seguito dell’azione di un compressore. Alcuni di essi aumentano e diminuiscono la consistenza all’interno di cicli prestabili. Altri invece pongono in essere un rigonfiamento o di contro una perdita di pressione in un periodo determinato.

In entrambi i casi la portanza dei materassi non viene alterata. Nella seconda categoria l’attività del compressione si rivela nei suoi effetti in una mutazione della consistenza del supporto. Quindi si rivolge esclusivamente nei confronti della densità del materasso. I valori dichiarati dalla casa produttrice si devono interpretare letteralmente. Nel senso che le capacità dello strumento rimangono tali, anche quando all’interno di esso si verificano delle dinamiche volte a modificare la sua compattezza.

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