I materassi antidecubito possono essere dannosi? Informazioni utili, consigli

La probabilità che possano emergere delle piaghe da decubito, in chi è costretto a rimanere lunghi periodi senza potersi muovere, è purtroppo elevata. La costrizione il più delle volte deriva dal fatto di dover trascorrere una degenza postoperatoria prolungata nel tempo oppure dall’insorgenza di una grave patologia. La pressione che il corpo esercita sulle parti esposte alle superfici dove si è distesi, alla lunga comporta una diminuzione eccessiva dell’irrorazione sanguigna ed il conseguente indebolimento delle zone interessate. Le lesioni il più delle volte comprendono la parte superficiale della pelle, tuttavia, qualora non si pongano per tempo dei rimedi efficaci, è plausibile che le infezioni si possano estendere finanche ai muscoli e alle ossa. Per scongiurare tutte queste possibilità è essenziale acquistare un materasso antidecubito.

I materassi antidecubito sono considerati dei dispositivi medici, appartenenti alla classe I. La loro idoneità è dunque certificata e garantisce una permanenza priva di pericoli, nei riguardi di coloro che si trovano in una condizione di staticità per troppo tempo. Prima di acquistare un oggetto del genere si deve comunque comprendere quale modello si avvicini di più alle esigenze del paziente. In una struttura sanitaria non sorgerebbero dei problemi, visto che la dotazione di questi materassi giungerebbe al termine di un iter collaudato, promosso da parte di personale specializzato. Ma nei casi in cui si agisca in ambito privato è opportuno essere prudenti e valutare diversi aspetti. Altrimenti si potrebbero compiere degli errori e addirittura aggravare la situazione del degente.

Per non incorrere in questa eventualità, si devono prendere in considerazione le caratteristiche fisiche del soggetto e soprattutto l’entità dei problemi che lo affliggono. Insomma è indispensabile conoscere il livello di immobilità e indicativamente quanto possa durare. In base alle informazioni acquisite si devono esaminare i generi in grado di rispondere perfettamente ai bisogni, sotto il profilo dei materiali e delle modalità di funzionamento. In ogni caso è sempre auspicabile agire di concerto con uno specialista.

Quando possono essere dannosi i materassi antidecubito?

Ogni modello presente sul mercato, a prescindere dal tipo d’intervento cui da vita, induce il corpo a rimanere in una sorta di sospensione e di non ricevere particolari sollecitazioni sui punti critici. Che di solito corrispondo alle sporgenze naturali del fisico: i talloni, il bacino e le spalle. Nello specifico questi supporti evitano che la circolazione sanguigna possa rallentare proprio in corrispondenza di quelle zone: i compressori, sollecitati degli impulsi provenienti da appositi rilevatori posti sul materasso, agiscono allo scopo di instaurare una pressione consona, aumentando o diminuendo la consistenza del supporto.

Alcuni modelli semplicemente perdono aria o si gonfiano, a seconda delle esigenze. Ovviamente è possibile dare vita a dei cicli, all’interno dei quali si determina un percorso che la macchina deve rispettare. Gli effetti dannosi potrebbero sorgere a causa di problematiche intrinseche al dispositivo, per esempio qualora non faccia corrispondere sul materasso le impostazioni che gli sono state impartite.

Oppure semplicemente per colpa di danneggiamenti che ne hanno compromesso la funzionalità complessiva e gli effetti terapeutici. In secondo luogo il pregiudizio potrebbe dipendere dagli effetti negativi di comportamenti negligenti, adottati da parte di chi viene adibito al controllo del paziente. Nondimeno sono trascurabili le circostanze in cui non vengano mantenute delle condizioni igieniche adeguate, sia sul materasso sia nei confronti del relativo compressore.

Al fine di evitare che possano verificarsi eventi del genere, capaci di vanificare l’azione benefica dei materassi antidecubito, è necessario compiere una manutenzione frequente e accurata. Che si deve manifestare principalmente nel controllo del sistema con il quale si determina la pressione del materasso, in particolare cercando di verificare se la sua azione avvenga correttamente.

Quando si effettua la sanificazione del supporto inoltre sarebbe utile visionare le sue condizioni generali, quanto meno a livello superficiale, ravvisando eventuali anomalie. Che potrebbero rivelarsi in una disomogeneità delle superfici del materasso. Il compressore infine è necessario che venga posizionato in un luogo adeguato, in quanto se fosse lasciato operare in uno spazio angusto la sua azione potrebbe risentirne e provocare un gonfiaggio del materasso non congeniale.

Le conseguenze di un modello sbagliato

Tra le condizioni che possono determinare gli effetti dannosi di materassi antidecubito, come si è accennato in precedenza, va annoverata l’ipotesi che venga acquistato un prodotto del tutto inadeguato rispetto alla situazione su cui si vuole intervenire. In questi casi potrebbero emergere delle problematiche, non tanto riferibili alla circostanza che si formino delle piaghe da decubito, quanto alla probabilità che si aggravino delle afflizioni preesistenti.

Si raccomanda dunque di prendere in considerazione la condizione del paziente e tutta una serie di parametri, utili a conoscere quale modello in commercio possa assecondare nel migliore dei modi le sue esigenze. Tra le peculiarità da prendere in esame, rientrano di certo i materiali e il sistema di funzionamento del dispositivo. Non sono trascurabili infine le dimensioni del materasso, in particolare la lunghezza e lo spessore.

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