Come richiedere un materasso antidecubito: a chi rivolgerci?

Ogni persona riconosciuta come invalida, o in attesa di ottenere la certificazione che formalizzi la propria condizione di disabilità, ha il diritto di ricevere una serie di prestazioni da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Che consistono nella dotazione di supporti tecnologici e ausili di vario tipo, idonei a garantire un valido sostegno nel tempo. Tra gli oggetti menzionati nel DPCM  del 12 gennaio 2017, che disciplina queste materie, compaiono i materassi antidecubito, nonché una serie di accessori ritenuti utili nella cura o nella prevenzione delle cosiddette lesioni da pressione. Vengono riportati  tra i dispositivi antidecubito anche dei letti speciali, in grado di assumere diverse angolazioni e provvisti di una serie di accortezze volte a migliorare la sicurezza del paziente.

Al fine di ottenere i dispositivi antidecubito ed eventuali ausili, si deve inoltrare una richiesta formale nei confronti dell’Asl competente territorialmente. L’istanza deve contenere una prescrizione redatta da un medico di base, dove si certifichi la necessità di dotare di un particolare supporto una persona con dei problemi di salute. Nella documentazione si deve provare l’invalidità dell’individuo, che deve essere superiore ad 1/3, nonché specificare in che maniera si vuole intervenire. Ogni Regione stabilisce i tempi entro cui deve essere concessa o meno l’autorizzazione (si ha il diritto a ricevere una motivazione valida quando viene negata). Dal momento in cui si ottiene il via libera, si può compiere il passaggio successivo, che consiste nella possibilità di rivolgersi direttamente ad un negozio specializzato nella vendita di supporti medici (accreditato) e fare la richiesta del prodotto di cui si ha bisogno. Una volta ottenuto il dispositivo, un medico specialista dell’Asl viene incaricato a svolgere tutte le operazioni di collaudo, nonché a verificare se il supporto risulti perfettamente compatibile alle esigenze del paziente. Di solito queste operazioni si effettuano entro venti giorni dalla data di consegna. Se il supporto risultasse non idoneo, il medico dell’Asl dovrebbe sollecitare immediatamente il fornitore a porre in essere delle modifiche oppure a cambiare l’articolo. Qualora invece sorgessero dei malfunzionamenti durante l’utilizzo, si dovrebbe avvertire l’Asl, che provvederebbe alla riparazione o alla sostituzione, a seconda delle necessità del caso. Si ricorda che questi oggetti si ritengono concessi in custodia, per cui quando viene meno la loro utilità nei riguardi del paziente devono essere restituiti.

Le agevolazioni fiscali per l’acquisto di un materasso antidecubito

Nell’ipotesi in cui non si rientri nelle categorie menzionate all’interno del DPDC del 12 gennaio 2017, è necessario intraprendere un altro percorso, che prevede la possibilità di acquistare un materasso antidecubito con una serie di agevolazioni fiscali. Perché questo genere di oggetti rientrano tra i dispositivi medici di Classe I, nella Classificazione Nazionale dei Dispositivi medici italiana. Ogni contribuente, che ha problemi di deambulazione, causati dall’insorgenza di una grave malattia oppure a causa del fatto di dover trascorrere una lunga degenza postoperatori, ha quindi il diritto di acquisire dei presidi antidecubito detraibili fino al 19%.

L’iter da seguire per godere della decurtazione fiscale prevede innanzitutto il possesso di una prescrizione medica, che deve essere esibita all’Agenzia delle entrate. Nel caso in cui non è possibile averla, occorre redigere, su richiesta della stessa Agenzia, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che dal punto di vista giuridico rappresenta una documentazione in grado di attestare diverse situazioni sotto la propria responsabilità. Questa certificazione, al fine di ritenersi autenticata, deve accogliere una copia del documento di identità. Nell’allegato che si è citato in precedenza, inserito all’interno del DPCM del 12 gennaio del 2017, è possibile rilevare quali siano i supporti antidecubito nonché i vari accessori, da ritenersi compresi dalla legge. A tal proposito la norma ricorda che si considerano tali, “gli ausili che distribuiscono in modo ottimale le pressioni di appoggio dei segmenti corporei, al fine di limitare le forze di compressione (con conseguente occlusione capillare prolungata), lo stiramento e l’attrito sulla pelle che espongono le persone con mobilità ridotta all’aumento del rischio di lesioni da decubito“.

Quali modelli scegliere?

I materassi anticecubito possono essere di varie tipologie, ognuna delle quali è concepita per intervenire in situazioni specifiche. Quando si compie un acquisto del genere è consigliabile agire con l’ausilio di un medico, in grado di comprendere la condizione del paziente e indicare quale supporto si adatti meglio. In generale ogni presidio presente sul mercato è in grado di garantire il sostegno del corpo in maniera corretta e la dispersione del suo peso, nonché la riduzione degli attriti tra l’epidermide ed il materasso. I generi più diffusi, in ragione del fatto che possono accogliere un numero maggiore di casistiche, sono quelli ad aria, i quali sono gonfiabili tramite l’attività di un compressore. In genere sono anche tra i più costosi. Altrimenti si ritengono idonei anche i materassi statici, in poliuretano espanso, o quei modelli definibili ibridi, che sfruttano le proprietà dei liquidi, al fine di accogliere rispondere alle sollecitazioni del corpo del paziente con dei movimenti delicati.

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